Da Treviso un secco NO alla chirurgia estetica low cost ...leggi tutto >> condividi su facebook aggiungi ai preferiti stampa questa pagina

Mastoplastica additiva: le domande più frequenti

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Consulenza grautita personalizzata al centro di medicina di treviso

I chirurghi Doriano Ottavian e Enrico Motta rispondono ai quesiti più comuni su questo tipo di intervento

Un seno naturalmente poco sviluppato, una riduzione di volume dopo un dimagramento o dopo una gravidanza oppure una perdita di tono del tessuto mammario dovuta ai processi di invecchiamento possono essere corretti attraverso un intervento chirurgico che prende il nome di mastoplastica additiva.

Si tratta di uno tra gli interventi di chirurgia estetica tra i più desiderati dalle donne e tra i più diffusi al mondo.

La mastoplastica additiva può essere eseguita attraverso molteplici tecniche ognuna delle quali presenta vantaggi e svantaggi per cui è opportuno che,caso per caso, paziente e chirurgo individuino quale sia la più scelta più idonea; l’intervento chirurgico deve essere personalizzato.

Anzitutto bisogna scegliere l’accesso cioè dove localizzare l’incisione che permetterà l’introduzione della protesi. L’accesso dall’ascella ha il vantaggio di non lasciare cicatrici nella regione mammaria ma lascia postumi evidenti nel cavo ascellare. L’accesso dal solco sottomammario prevede un’incisione che può rivelarsi piuttosto antiestetica ma è la più idonea all’impianto di protesi anatomiche o di grande volume. L’accesso dall’areola è il più praticato perché lascia una cicatrice poco evidente ma è può prevedere alterazioni temporanee della sensibilità della cute in questa regione. L’accesso dall’ombelico necessita di un taglio piccolissimo ma non permette l’impianto di protesi in silicone.

Dove alloggiare le protesi?

Esiste la possibilità di collocare l’impianto in una posizione superficiale rispetto al piano muscolare oppure in uno spazio più profondo. Gli impianti sopramuscolari sono chirurgicamente più semplici e meno dolorosi nel periodo post operatorio ma, come è intuibile, poco adatti alle pazienti magre in quanto le protesi possono diventare molto evidenti.

Gli impianti sottomuscolari o parzialmente sottomuscolari prevedono un maggior impegno da parte del chirurgo e della paziente ma spesso risultano essere i più adatti soprattutto per le pazienti di corporatura esile.

Come sono fatte le protesi al seno?

Esiste una discreta variabilità nelle protesi mammarie. La quasi totalità degli impianti è in silicone ma ne esistono anche  riempite ad acqua o rivestite in poliuretano. Per quanto riguarda la forma si distinguono protesi tonde e protesi anatomiche ma, anche in questo caso, è opportuno valutare caso per caso quali siano la più adatte. La paziente portatrice di protesi mammarie può sottoporsi, senza alcuna limitazione, agli esami diagnostici come l’ecografia o la mammografia e può allattare. Le protesi non devono necessariamente essere sostituite dopo qualche anno. L’intervento chirurgico può essere eseguito in anestesia generale o in sedazione in regime di day hospital o con un ricovero di 24 ore.

Dopo l’impianto di protesi mammarie è possibile effettuare esami diagnostici?
Naturalmente si. Ecografia, mammografia, risonanza magnetica e tomografia computerizzata potranno essere tranquillamente eseguiti con la medesima frequenza alla quale si sottopone la paziente che non ha protesi.

In caso di gravidanza la signora portatrice di protesi potrà allattare?

Si. L’impianto di protesi mammarie, se ben eseguito, non compromette assolutamente la normale fisiologia della mammella permettendone la funzione di allattamento in caso di gravidanza.

C’è una correlazione tra protesi e tumore al seno?

Se così fosse sarebbero proibite. La storia della protesica mammaria ormai è datata e gli studi sino ad oggi eseguiti non hanno dimostrato alcuna correlazione con l'insorgenza di carcinoma.

Le protesi mammarie vanno sostituite ogni dieci anni?

Sino a qualche anno fa gli impianti per motivi legali non potevano essere “garantiti” per più di un decennio ma in tempi recenti la biotecnologia delle protesi ha permesso la produzione d’impianti garantiti a vita. Questo dato permette a chirurgo e paziente un ottimo margine di tranquillità infatti il gel di silicone è altamente coesivo e questo impedisce la trasudazione del contenuto al di fuori della capsula e permette una maggior resistenza della protesi a fronte di sollecitazioni esterne.

Il seno di una donna con protesi è più freddo?

No. Ogni biomateriale inserito nel corpo assume la temperatura corporea e lo stesso accade alle protesi. Una minima riduzione termica si assiste nel caso limite di quelle pazienti che hanno un seno piccolissimo e decidono per un impianto superficiale vale a dire sopramuscolare e oltretutto di dimensioni importanti.

In questi casi la copertura, praticamente solo cutanea, dell’impianto può non essere sufficiente a garantire un perfetto raggiungimento della temperatura corporea anche a livello mammario.

È possibile dormire proni?

Si. Evidentemente non nei primi giorni del post operatorio ma a distanza di poche settimane l’impianto non deve essere un limite al decubito.

È possibile fare ginnastica?

Si con la sola esclusione delle prime settimane dopo l’intervento. La paziente non deve subire limitazioni nella propria fisiologia corporea. Sarà ammessa qualsiasi forma di attività fisica agonistica e non.

Per correttezza è bene indicare che negli impianti sottomuscolari vi può essere una minima diminuzione di efficienza nella funzionalità del muscolo grande pettorale ma di questo ne potrebbe eventualmente risentire solo una ginnasta professionista. Naturalmente non esplodono in aereo.
 



doriano ottavian chirurgo plasticoDottor Doriano Ottavian, chirurgo plastico,
laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova e specializzato in chirurgia plastica all'Università di Milano.
Ha lavorato all’estero (Scozia) e dopo diversi stage in Francia è tornato in Italia.

Esercita la libera professione in diverse città del nord Italia e presso il Centro di Medicina di Conegliano e Treviso.

Per informazioni ed un consulto: consulenza@centrodimedicina.com .

 


enrico motta chirurgo plasticoDottor Enrico Motta, chirurgo plastico, ha conseguito un master in chirurgia estetica ed un master in medicina estetica. È relatore a congressi nazionali ed internazionali.

Svolge la libera professione in cliniche ed ospedali del Veneto, della Lombardia e presso il Centro di Medicina di Conegliano e di Treviso.

Per informazioni ed un consulto: consulenza@centrodimedicina.com .

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